Cambridge exams: no panic! Trucchi per affrontarli serenamente

Cambridge exams B1
Cambridge exams: no panic!
Ecco una serie di trucchi per affrontarli in modo sereno e vincente!

Cambridge exams: no panic!
Ecco una serie di trucchi per affrontarli in modo sereno e vincente!

Cosa imparerete a dire, ascoltare, leggere, usare

Alla fine di questo articolo avrete imparato a osservare il plico di un esame Cambridge senza panico, bensì con la consapevolezza dei tipi di esercizi presenti nel test e con l’applicazione delle giuste strategie per superarlo alla grande.

Cambridge exams: no panic!

Se c’è una parte cui dedico del tempo durante l’anno scolastico, questa è proprio la preparazione agli esami Cambridge.

Sono perfettamente consapevole del fatto che il superamento o non superamento di tali esami non indichi il totale di quanto si conosce una lingua, anche perché credo profondamente nello Streben, cioè nel tendere continuamente verso la padronanza piena di una o più lingue… e della conoscenza in generale.

Io stessa continuo ad apprendere lingue già note come l’inglese (che insegno), il tedesco (che vorrei insegnare, senza nulla togliere all’inglese) e il francese (usato molto quando ho lavorato per la Costa Crociere) tramite telefilm, letture e altro.

Sto pure imparando il cinese e il gallese e trovo la prima lingua più facile della seconda… ma questo è un altro discorso!

Non posso fare a meno di far conoscere e acquisire delle tecniche affinché determinati esercizi e attività risultino più semplici da affrontare e da superare.

Dopotutto, anche negli scacchi bisogna conoscere e studiare il proprio “nemico”, per poterne anticipare o prevedere le mosse.

Ecco quindi lo scopo di questo articolo: far assumere consapevolezza circa la tipologia di esercizi richiesti da tali esami, assumere il controllo di essi e vincerli.

La tecnica e la pratica: per me importanti quanto il talento.

Io stessa, già ai tempi del liceo, frequentavo i corsi DELF (francese) e Trinity (inglese) e soprattutto nei primi mi furono spiegate queste strategie di lettura, deciframento ed esecuzione delle prove d’esame.

Non credevate mica che i C1 in tedesco e in inglese li abbia acquisiti per il semplice fatto di averne frequentato i corsi o con uno schiocco di dita o per diritto divino?

Ci vogliono tenacia, forza di volontà, messa in discussione e nondimeno la tecnica, la pratica, il tempo.

Ho trascorso un’estate intera e quasi tutto settembre e ottobre a svolgere continuamente gli esercizi per la prova d’esame C1 in tedesco, così come durante il corso sfornavo ogni settimana almeno un testo scritto.

Stesso discorso per quanto riguarda il C1 di inglese e prima ancora l’A2, il B1 e il B2 di francese.

La tecnica e il talento secondo Dustin Hoffman.

Mi viene sempre in mente la scena del film Profumo – Storia di un assassino, quando Giuseppe Baldini (Dustin Hoffman) dichiara a Jean-Baptiste Grenouille (Ben Whishaw) che bisogna lavorare sul proprio talento per farlo fruttare, altrimenti vale pressoché niente.

Ecco il trailer del film, che per me è meraviglioso, sia perché è molto fedele al romanzo sia per il cast, che ha reso alla perfezione i personaggi libreschi, e per le scenografie ad hoc.

http://trovacinema.repubblica.it/film/profumo-storia-di-un-assassino/312365/.

… e solo adesso, dopo 16 anni da quando la mia cara prof di tedesco mi prestò il libro, ho compreso a pieno perché me l’avesse fatto leggere: vedeva in me tanto potenziale e amore per la lingua che mi insegnava, così come una profonda solitudine che all’epoca non vivevo proprio bene.

Non me ne farò mai una ragione del perché un fatale aneurisma cerebrale me l’abbia portata via così presto. Avevo anche saputo che mi avrebbe messo 10 alla fine del quarto anno e ora sono a pochi passi dal PON di tedesco come esperta…

(A proposito di amore per il tedesco, ecco il post in cui ne parlo: http://ideemalsane.it/?p=452 ).

Ma torniamo alla tecnica.

Se ci avete fatto caso, nei primi articoli sulla lingua inglese, soprattutto nelle English Grammar Pills, non ho potuto fare a meno di usare un linguaggio quanto più tecnico (ma comprensibile) possibile.

Il motivo c’è, ve l’ho spiegato e continuerò a spiegarvelo con un altro esempio.

Così come chi fa danza classica acquisisce delle tecniche e ci lavora tante ore per poter avere performance all’altezza della situazione, così succede nell’apprendimento di una lingua, propria o straniera che sia.

Ciò che si acquisisce con fatica è ciò che ci resta davvero, altroché “schiocco di dita” o “talenti prodigi senza la pratica” o “impara X in 21 giorni”!

Non sono d’accordo con questa teoria del “tutto e subito”, anche perché, come già detto prima, l’acquisizione di conoscenza, abilità e competenze dal mio punto di vista è un continuo tendere, Streben.

Io stessa non ho la pretesa che i miei articoli siano al 100% esaustivi, perché ciò che si vuole apprendere per bene richiede ulteriori approfondimenti e pratica.

Alcuni trucchi prima dei file sottostanti.

Vi informo che tutti i file sottostanti sono scritti in lingua inglese, ma vi accenno qui qualche trucco in italiano.

Le abilità linguistiche sono: lettura (reading), ascolto (listening), produzione scritta (writing), produzione orale (speaking) e c’è anche Use of English per i livelli superiori.
Ci sono degli esercizi che accomunano almeno due abilità linguistiche.

Tempo richiesto: 5 minuti.

Tipologie di prova principali e comuni a listening e reading – esami Cambridge

  1. Scelta multipla

    Sia nel reading sia nel listening ci sono gli esercizi di scelta multipla.
    Pertanto le strategie da usare sono le stesse.
    Prima di tutto, bisogna sapere che ci sono una risposta giusta, una sbagliata e una o due che mandano fuori pista (i cosiddetti red herrings).
    Secondo, bisogna leggere prima le domande e risposte per farsi un’idea della tematica principale del testo individuando le parole chiave, poi il testo stesso.
    Similmente, nel listening bisogna prima leggere velocemente le domande e le risposte, poi ascoltare l’audio.

  2. Riempi i buchi

    Similmente, il gap fill (riempimento di spazi vuoti) ci sta nel writing come nel reading, quindi bisogna leggere le parole che ci sono prima e dopo lo spazio, capire a quale categoria grammaticale appartiene la parola da dover inserire e usarne una coerente col resto della frase.

  3. Ultimo ma non meno importante: LEGGERE E SEGUIRE ATTENTAMENTE LA TRACCIA!!!

    Ebbene sì, se c’è una cosa che mi manda su tutte le furie è il fatto che le persone NON LEGGANO BENE LA TRACCIA E NON ASCOLTINO BENE LE DIRETTIVE DATE.
    Lo dice stesso il Treccani: “Serie di appunti, schema in cui sono succintamente annotate le linee generali di un argomento da svolgere, di una trattazione orale o scritta”.
    La traccia vi dà quindi l’indicazione su COSA e su COME svolgere un esercizio. Detto in altre parole, una parte di compito è già svolta e vi costerebbe la metà della fatica attenervi alla traccia.

PDF e immagini delle tipologie di esercizi per i vari livelli.

Ora vi condivido gli schemi creati per le mie classi per i livelli A1 movers e A2 flyers (in PDF, perché per motivi ignoti non mi fa caricare l’immagine), B1, B1+, B2 e INVALSI quinto anno delle scuole superiori.

Tutti i file vanno ingranditi, perché li ho creati con Coggle e le ramificazioni sono tante; per poterle inserirle in una sola immagine per livello ho dovuto tenere la scritta in piccolo, ma ingrandendo l’immagine e il PDF si vede tutto.

Questi file sono scritti in inglese, quindi potete fare due cose: o vi armate di pazienza e traducete le frasette, oppure potete commentare o scrivermi per chiedere ulteriori chiarimenti.

B1 e B1+.
B2 e INVALSI quinto anno scuola secondaria II grado.

Per qualsiasi chiarimento potete contattarmi alla mail robertafi.visone@gmail.com.

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5 commenti

  1. […] nel precedente articolo (http://ideemalsane.it/?p=471) abbiamo visto come superare l’ansia da prestazione per l’esame Cambridge, in questo […]

  2. Sono d’accordissimo con te sulla visione della continua tensione verso l’acquisizione della competenza e confesso che i contenuti (glotto)didattici che si presentano come volumi/corsi in grado di fornire “fenomenali poteri cosmici in un minuscolo arco di tempo” [semicit.] mi trasmettono, in genere, un senso di incertezza e sfiducia. Non per niente, quello verso l’acquisizione delle competenze linguistiche è un cammino, un percorso, un continuo progredire e, in quanto tale, richiede tempo (che può essere reso più breve, sì, ma non accorciato fino all’inverosimile).
    Long story short: ben vengano i metodi snelli ed essenziali, coadiuvati dall’incentivazione della competenza metalinguistica, ma non facciamo mancare a noi appassionat* di lingue straniere e/o a* nostr* student* quelle tempistiche ragionevoli che servono ad assorbire i vari oggetti dei nostri studi. :3

    1. Infatti. Proprio oggi ho imparato una parola nuova e ogni volta che guardo film e telefilm ci sono espressioni nuove che apprendo. È così per me l’amore per le lingue (e l’amore in generale): trovare sempre dei modi per conoscere e apprezzare l’oggetto/persona che amiamo.

    2. P.S.: gli stessi argomenti di questo sito (e quelli del mio altro blog, “Poesie di periferia e altre storie”) non hanno pretesa di esaustività, però sono un primo spunto non solo per guardare le lingue straniere da un’altra prospettiva coi ponti d’asino, ma anche per poterne apprezzare di più la logica, la struttura… insomma, tutto ciò che linguisti e linguiste come noi due amiamo.❤️

  3. […] ricordate, nell’articolo http://ideemalsane.it/?p=471 ho fornito consigli su come affrontare gli esami […]

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